In un villaggio di un lontano paese africano, un bambino chiese al padre: "
Papà, cos'è la vita?".
"Domanda interessante, figlio mio. Vieni, andiamo a fare un giro per i villaggi…".
E insieme presero un cammello, si sedettero e partirono.
Gli abitanti del primo villaggio, vedendo i due seduti sul cammello, dissero fra loro: "Ma guarda quei due che non hanno alcuna pietà per quel povero animale che soffre…".
Il padre, sentendo i commenti, disse al figlio: "Ascolta, ora tu rimani seduto ed io proseguo a piedi, e vediamo cosa dicono".
E gli abitanti del secondo villaggio: "Ma guarda questo bambino che non ha alcuna compassione per il padre e lo lascia a piedi…".
Il padre, allora, disse: "Beh, facciamo il contrario, io salgo e tu vai a piedi".
E gli abitanti del terzo villaggio: "Ma guarda questo padre così egoista che lascia il figlio a piedi…".
Il padre, sorridendo, a questo punto disse: "Allora non ci rimane altro che andare tutti e due a piedi…".
E gli abitanti del quarto villaggio: "Ma guarda questi due deficienti che hanno il cammello e non lo usano…".
E il padre al bambino: "
Visto, cos'é la vita? Queste persone non ci hanno mai visto e non ci conoscono, eppure prima non avevamo alcun sentimento di pietà, poi tu non avevi compassione, io ero egoista e alla fine eravamo tutti e due deficienti. Eppure io ti posso dire che loro che ci osservavano non hanno preso niente da noi, ma noi che li ascoltavamo abbiamo preso tantissimo da loro…
Siccome non ti puoi aspettare che gli altri abbiano la pazienza di capire perchè ti comporti in un certo modo, ma puoi ascoltare te stesso per capire quello che vuoi tu,
qualunque cosa accada non seguire gli altri quando senti che parlano senza capire, ma segui sempre te stesso e vedrai che gli altri seguiranno te".
Anonimo
FONTI BIBLIOGRAFICHE: La prima parte del pezzo, che corrisponde alla storia vera e propria, é il racconto di un cantante durante un'intervista ad MTV che ho sentito qualche anno fa: credo che fosse Khaled.
Mi sembra anche di ricordare che questa storia gli é stata veramente raccontata dal padre: credo si tratti di uno di quei racconti che appartengono al patrimonio di una cultura e si tramandano da una generazione all'altra.
La parte conclusiva del commento finale é invece stata scritta da me.