Chi sono? Fondamentalmente non lo so nemmeno io. Non é una domanda facile.
L'espressione "Sii te stesso" decisamente non si addice a me. Se Socrate non beveva la cicuta ci pensavo io a strozzarlo. Eppoi si sa che le ultime persone obiettive su di noi siamo proprio noi stessi…
Sto scherzando, ma fino a un certo punto. Diciamo che per conoscerci abbiamo bisogno degli altri: sono gli altri che, osservandoci dall'esterno, ci vedono per quello che siamo, partendo però dal presupposto che questi altri che ci osservano siano persone equilibrate che si sforzino di vedere la realtà per quello che é e non per come appare e che, ovviamente, non siano in malafede.
Insomma: se io penso di essere una cosa e ci sono altre cinquanta persone che dicono che sono il contrario, qualche dubbio me lo devo far venire. Credo che Socrate intendesse dire: "Quando non sai come comportarti, non sai cosa fare o cosa dire con gli altri, sforzati di essere te stesso, cioé di dire quello che sinceramente pensi, di esternare quello che provi, semplicemente".
Quindi, semplicemente, evito di rispondere e passo avanti!
No, no, mi tocca, come minimo un tentativo lo devo fare…
Per la Psicologia sono un caso clinico, per l'Astrologia sono un disperato e per tutte le altre scienze umane sono come minimo uno scapestrato. Contengo una varietà di moltitudini, mi contraddico, io stesso non comprendo le mie azioni e, quando ci penso, anch'io non sono completamente d'accordo con me stesso. Non tutto quello che ho detto o che ho scritto ieri mi trova d'accordo oggi. A volte sospetto di avere una qualche grave forma di Disturbo Dissociativo da Personalità Multipla. E' comodo… "non sono io che ho detto quelle cose, é stato il mio nunero 7! Io sono il numero 19!!!". (*)
In mezzo a tutta questa confusione di una cosa però almeno sono sicuro: uno dei motivi per cui studio psicologia é proprio il desiderio di fare chiarezza e mettere una logica nel caos. Mi sento come uno di quei Governi che si insediano dopo l'anarchia con il compito di ripristinare l'ordine. In fondo la speranza é l'ultima a morire. Ma proprio in fondo… in sottofondo. Del resto, possiamo avere la pretesa di capire gli altri solo se riusciamo a farlo con noi stessi.
Perché ho fatto questo sito? Per passione, ma soprattutto perché sento il dovere nei confronti della vita di studiare, capire fino in fondo e trasmettere al mondo i meccanismi che regolano la comunicazione fra gli uomini, dovere che vivo in un certo senso come una missione, altrimenti, per la testa che mi ritrovo, avrei abbandonato gli studi già da un pezzo. E' questa la motivazione più importante per la quale ho deciso di studiare psicologia.
Questo sito é come uno di quei figli ribelli che ti fanno penare l'anima ma alla fine sono quelli che ti arricchiscono di più. Forse l'analogia é esagerata, ma é proprio così. Lo sforzo di rendere al meglio i concetti e trovare le parole giuste per esprimerli li fa capire meglio e fa diventare più sicuro anche me: un conto é se io leggo o studio qualcosa per me stesso, un altro conto é se mi pongo l'obbiettivo di studiare un concetto per trasmetterlo agli altri. Questa operazione non é così automatica come si potrebbe pensare, perché bisogna fare arrivare i concetti per quello che sono, spiegarli in modo semplice ma senza semplificarli all'eccesso, o banalizzarli o complicarli. Ricordo di aver letto di un famoso scienziato, credo fosse Stephen Hawking, che ha cominciato a parlare al suo pubblico ed é andato avanti per chissà quanto tempo: alla fine si é voltato e si é accorto che nessuno aveva capito neanche l'abc delle sue teorie. Da allora accettò che doveva sforzarsi di più per farsi capire dagli altri. Per non parlare poi della fatica di non ripetersi, di cercare quel passaggio di un testo che hai letto chissà dove e chissà quando, o di andare a pescare quell'articolo sommerso da una valanga di carta ma che ci tieni a ritrovare perché secondo te é l'ideale per fare capire quello che stai cercando di dire. Certe volte più che l'autore di un sito mi sembra di essere un archeologo nella carta.
Tutto é ripagato dalla soddisfazione che provo quando sento di essere riuscito ad esprimere un'idea nel modo in cui me lo ero immaginato. E' come quando tu per fare una cosa butti il sangue, ti stanchi, ti esaurisci ma alla fine sei contento perché pensi: "Però ne é valsa la pena!", perché quello che abbiamo appreso diventa veramente nostro quando riusciamo a trasmetterlo agli altri.
Questo sito non ha la pretesa di essere scientifico: può contenere inesattezze, errori di citazione, racconti di eventi romanzati o non del tutto corretti. Per non parlare degli errori di punteggiatura o di punti e virgole messi a casaccio. Del resto non sono uno psicologo, sono ancora studente! Bella scusa anche questa. Quello che mi interessa é soprattutto fare arrivare i concetti generali. Per raggiungere questo scopo per me tutti i modi sono leciti (quando si dice che il fine giustifica i mezzi): esempi, dai più spirituali ed elevati a quelli più concreti (tanto poi non so neanche io come vado sempre a finire al calcio), aneddoti, citazioni, paradossi, fatti di cronaca dell'età del bronzo, la vita sessuale di Marylin Manson, il libro delle ricette di nonna Papera, la biografia del grande Puffo, i Simpson, i Pokemon, l'ape Maja e la serie di "Star Trek". Sono convinto che si può parlare di cose serie senza essere seriosi. Tutto va bene se serve a fare comprendere un'idea.
(*) Per rispondere a questa domanda, ho scopiazzat… ehm… cioé, ho citato delle frasi in cui mi rispecchio benissimo da alcuni libri che casualmente mi sono capitati per la mani in questi giorni. Questi libri le citavano a loro volta, quindi, ho citato le citazioni. Se poi mi metto a citare pure i libri che le hanno citate qua non la finiamo più.
Da un lato ne farei volentieri a meno di dirlo, visto che, tra l'altro, detesto interrompere quello che sto scrivendo con asterischi o numeretti.
Dall'altro ci tengo a far sapere che alcune cose che ho scritto non sono proprio farina del mio sacco. E' una questione di correttezza nei confronti di chi ci ha preceduto ed ispirato, del resto vorrei che lo facessero anche gli altri con me.
Diamo a Cesare quello che é di Corrad… cioé, di Cesare.
"Io mi contraddico. Sono ampio. Contengo moltitudini."
Walt Whitman
"Io stesso non comprendo le mie azioni"
San Paolo
"A ripensarci bene, anch'io non sono completamente d'accordo con me stesso. Non tutto quello che ho scritto ieri mi trova d'accordo oggi"
Elbert Hubbard
Ma chi é 'stò Elbert Hubbard? Boh… Non ho paura di passare per ignorante. Illuminatemi. Io intanto copio.
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